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Tasse su Internet, l’ultima eresia.

Giovedì 25 Ottobre 2007

Viviamo in Italia. Purtroppo.

Si , purtroppo perchè ogni giorno apprendiamo notizie che lasciano senza parole. L’ultima mi è esplosa tra le mani a metà pomeriggio di oggi. Il 12 ottobre è stato approvato dal Consiglio dei ministri (ma non ha ancora ricevuto il benestare dal parlamento) il disegno di legge per tassare Internet. Avete presente il detto “manca solo che ci fanno pagare l’aria che respiriamo”? Bene, è il passo successivo a quello che sta accadendo. L’ennesimo colpo di genio di questo splendido governo si nasconde nell’articolo 7 del ddl, che prevede l’iscrizione al ROC, registro degli operatori di comunicazione, per chi svolge «attività editoriale su Internet ». Cioè (art. 5) ogni attività di «realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali… anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative». Ovviamente l’iscrizione a questo registro comporta il pagamento di un bollo, e l’obbligo di dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. La morte dei siti e blog amatoriali.

Il buon Ricardo Franco Levi si è affrettato a rettificare che l’iscrizione al Roc sarebbe obbligatoria solo “per gli operatori professionali, quelli che svolgono come mestiere quello dell’attività editoriale” spiegando che “Il senso della legge per quanto riguarda Internet è quello di estendere ai giornali pubblicati su Internet le regole per i giornali pubblicati sulla carta stampata.” Come mai, allora, si legge nel ddl “anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative“? Forse questi signori credono di avere a che fare con ignoranti abitanti delle caverne che non sanno né leggere né scrivere?

Molto probabilmente, grazie alla  sommossa del popolo del web che ha portato il caso all’attenzione dell’opinione pubblica, il ddl verrà modificato e aggiustato; certo è, che se senza tutto ciò, ci saremmo ritrovati un’altra legge antidemocratica che avrebbe messo in serio pericolo il web italiano.

All’indirizzo http://firmiamo.it/salviamointernet potete dare il vostro contributo per salvare Internet e per dimostrare ai signori di Roma che non siamo disposti ad accettare l’ennesima legge insensata. Hanno bisogno disperatamente di denaro e pensano di tassare l’unica cosa realmente libera che ci rimane…quando ogni giorno usano i nostri soldi per mantenere i ROM per derubare e commettere qualsiasi reato, quando ogni giorno versano soldi ai terremotati dell’Irpinia 27 anni dopo il terremoto(!), quando i delinquenti escono magicamente dalle carceri e tanto, tanto altro ancora.E il caro vecchio popolo italiano, da ancora fiducia a questa gente.

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