Schiavi di Google
Sabato 29 Settembre 2007E’ da qualche settimana che sono alle prese con l’indicizzazione in Google, aspetto che chiunque lavori nel web ha dovuto o dovrà affrontare almeno una volta. Si interviene sul codice e non si fa altro che aspettare, passando i giorni sulle pagine di BigG, sperando con tutto il cuore di vedere il tuo sito in quella dannata prima pagina in cui si nasconde uno degli algoritmi più riusciti della storia. Schiavi di Google.
Ma vediamo in concreto gli interventi (piccoli) fatti sul codice che, piano piano, stanno dando i primi risultati.
L’obiettivo era fare in modo che il motore di ricerca non si fermasse alla prima pagina del sito (povera di contenuti) ma che proseguisse oltre, dove il contenuto più ricco e attinente unito al frequente aggiornamento, aiutasse in qualche modo l’indicizzazione del sito.
Come prima cosa abbiamo aggiunto dei link “in chiaro” (href=”http://….” mce_href=”http://….”) immediatamente prima dell’evento “onClick”, nel quale avevamo un semplice script JavaScript che, dopo aver determinano lingua e mercato di navigazione a seconda della nazione scelta dall’utente, indirizza il navigatore nel ramo corretto del sito. In questo modo abbiamo indicato la via per le pagine successive al motore di ricerca, cosa che prima era ostacolata da JavaScript, e mantenuto il medesimo funzionamento in quanto l’evento “onClick” ha più peso dell’ “href”.
Aggiungendo poi il tag <meta name=”robots” content=”index,follow”> abbiamo completato il primo intervento e adesso il nostro sito sta risalendo posizioni.
Questo è quanto fatto fino ad ora, soprattutto grazie all’aiuto di Gianluca Rota di Netech, il 15 Ottobre seguirò il corso “Posizionamento Motori di Ricerca” di html.it e spero di poter aggiungere altre informazioni utili.