Avevo bisogno di silenzio, come, magistralmente, Alda Merini descrive in una sua poesia.

Il silenzio aiuta a capire.

Capire se stessi, prima di tutto. Capire le persone che circondano la nostra vita.

Qui, lontano da casa, dall'altra parte del mondo, l'ho trovato. L'ho trovato ai piedi dell'Himalaya, in Nepal.

Il silenzio, interrotto solo dal suono soave di un tamburo; è morta una donna del villaggio, mi hanno detto, ed è in corso il rito funebre Hindu.

Qui, ai piedi delle montagne più alte del mondo, penso alla mia vita, penso a quello che ho fatto, di giusto e di sbagliato.

Penso a me stesso. Penso agli altri. Penso ai nepalesi, a questo meraviglioso popolo.

Sto bene da solo, non ho alcun dubbio. Ma, sarebbe bellissimo condividere queste emozioni, questo paesaggio infinito, quasi irreale, questa meraviglia.

Chissà, magari un giorno troverò Lei. Colei, che avrà la forza, il coraggio e quel briciolo di incoscienza di condividere con me i miei sogni intorno al mondo.

Nell'attesa viaggio da solo.

Anche se, quando si viaggia in solitaria, soli, non lo si è mai.

Namasté.

  1. Giada Rispondi

    Hai toccato le mie corde…è molto meglio viaggiare da soli…per me è come ritrovarsi…riscoprire delle parti di noi…abbandonate lì in un angolo.

  2. Alessandro Zardoni Alessandro Zardoni Rispondi

    Cioa Giada! Viaggiare da soli è un’esperienza intensa, hai detto bene, l’essenza di viaggiare da soli è riscoprire se stesso, forse perchè hai molto più tempo per pensare, forse perchè sai che puoi contare solo su te stesso.. grazie per aver scritto e letto il mio articolo!

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