Arroccato in cima di uno stretto crinale a nord di Bhaktapur, lo splendido tempio storico di Changu Narayan, è un museo vivente di statue risalenti al periodo Licchavi.

E’ stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità per l’elevata valenza artistica delle sue statue, veri e propri capolavori, così come il tempio che lo contiene.

Situato a soli 6 km da Bhaktapur, distanza che ho percorso a piedi sfruttando il bel tempo, cosa decisamente rara in questo periodo dell’anno in Nepal.

La passeggiata, di quasi due ore, è stata davvero affascinante, la valle di Kathmandu nel periodo monsonico è di un verde lussureggiante, uomini e donne lavorano duramente nelle risaie, i pochi negozietti ai bordi della strada sono un po’ abbandonati a se stessi e, non a caso, quando mi sono fermato in uno di questi per comprare una bottiglia d’acqua, il commerciante mi ha guardato prima con sospetto e, poi, con sorpresa, chiedendosi forse il motivo per il quale un occidentale stesse camminando su un tratto di strada che di solito viene percorso in taxi o su un bus locale.

Io cammino, avrei risposto all’eventuale dubbio.

Si, cammino, perché solo attraverso il cammino si possono cogliere i dettagli dei paesaggi e della vita quotidiana della gente del posto.

Il Tempio di Changu Narayan emerge in fondo dell’unica via del piccolo villaggio di Changu. Anch’esso, come molti altri in Nepal, è circondato da picchetti e ponteggi che, a prima vista e forse anche alla seconda e terza, non mi danno una sensazione di solidità e sicurezza. Alcuni ragazzi nepalesi, sfidando la sorte e la 626, stavano lavorando alla restaurazione dell’antico tempio, cercando con fatica e pazienza di riparare i danni causati dal drammatico terremoto dell’Aprile 2015.

La vista da lassù, intorno ai 1500 metri di altitudine, è meravigliosa; Changu domina dall’alto la valle di Kathmandu.

Changu è la pace.

Il silenzio è interrotto solo dal cinguettio di qualche uccello e dal rumore metodico degli scalpelli degli artigiani del posto che, molto abilmente, trasformano pezzi di legno grezzo in splendide maschere rappresentanti le molteplici divinità hindu. Con ugual maestria, vengono poi pitturate qualche metro più avanti dalle sapienti mani di alcune ragazze della scuola d’arte del villaggio.

Ora, due esemplari di questi meravigliosi oggetti dell’artigianato nepalese abbelliscono le pareti di casa mia.

Per tornare a Bhaktapur ho preso un bus locale, ma questa è un’altra storia.

E merita un post tutto suo...

  1. Nicoletta Rispondi

    ….io cammino!

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