E' una mia scelta. Come tutte le mie scelte, è solo mia.

Viaggio in solitaria, ma non sono solo. Non sono mai stato solo.

Ho conosciuto molte persone, coreani, cinesi, australiani, francesi, tanti nepalesi e, molti italiani.

Si, molti italiani, viaggiatori intraprendenti che sono partiti per il Nepal senza una ragione specifica, tra timori e speranze.

Come me.

Questo luogo remoto, così pieno di contraddizioni, ti insegna l'emozione.

Passi dal caos assoluto di Kathmandu, tra il perpetuo suono dei clacson, macchine e moto che ti schivano a fatica, voci di donne e uomini che per parlare urlano per sovrastare tutti i rumori. Un caos, quasi, insopportabile.

Poi, a una trentina di km a est del caos, scopro questo piccolo villaggio, Bhattidata. E scoppia la pace, la quiete e il silenzio.

Allora scrivo. Sto scrivendo, ora.

E sto bene.

Sto bene, perché ogni volta che vedo il mondo, quel mondo così lontano da quello che sono abituato, si, sto bene.

Qui, non c'è la corrente
Qui, non c'è l'acqua calda?
Qui, non c'è il mare?

Qui, ci sono le emozioni.
Qui, ci sono gli incontri.
Qui, ci sono i Namasté.

Qui ci sono i sorrisi. Nonostante tutto.

E, si, io sto bene.

 

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