Stiamo perdendo.

Si, senza il minino  dubbio. Gli eventi di questi ultimi giorni in Francia, in Germania e, soprattutto, in Turchia hanno sputato in faccia la drammatica realtà anche a quelli più scettici. Boldrini a parte, ma qui si aprirebbe un altro, ampio, capitolo dedicato alle scienze cognitive. Evitiamo.

I gessetti colorati di Bruxelles, le manifestazioni silenziose, i violini e i pianoforti nelle piazze, candele bianche e fiori profumati; queste le armi utilizzate dall'esercito arcobaleno per vincere la guerra. La III Guerra Mondiale.

A woman reads messages written on the ground at Place de la Bourse (Beursplein) following attacks in Brussels on March 22, 2016. Airlines cancelled hundreds of flights and European railways froze links with Brussels after a series of bomb blasts killed around 35 people in the city's airport and a metro train, sparking a broad security response. AFP PHOTO / KENZO TRIBOUILLARD / AFP / KENZO TRIBOUILLARD        (Photo credit should read KENZO TRIBOUILLARD/AFP/Getty Images)
Place de la Bourse (Beursplein) Bruxelles, 22 Marzo 2016.

E allora mi chiedo se veramente l'Europa, i popoli dei paesi civili occidentali, tutti noi, vogliamo davvero vincerla questa guerra.  E non posso altro che rispondere di no.  Perché non ne abbiamo la forza, non abbiamo il coraggio necessario per affrontare questo nemico, qualsiasi nemico. Siamo una generazione cresciuta nel benessere, abituata a tutti i comfort possibili e immaginabili. Non sappiamo cosa siano i sacrifici, non conosciamo la sofferenza.

Sappiamo "combattere" su Facebook, con le scritte sui muri, coi gessetti colorati e qualche candelina accesa a sproposito. Sappiamo "combattere" a parole, quando non si rischia assolutamente niente. Qui siamo bravissimi. Invincibili.

E così facendo, giorno dopo giorno, è dilagato il buonismo, ipocrita e demenziale; è dilagata l'utopia di credere in un mondo che non esiste, che non è mai esistito e che non esisterà mai, ma che ti permette di prendere tanti like sui social network.

La moda di credere ad una favola fantastica ci ha portato a vivere in un incubo reale.

Mi metto dentro anch'io. Perché ho le stesse colpe dei professoroni radical-chic. Ho le stesse colpe delle bandiere arcobaleno. Ho le stesse colpe dei maledetti buonisti. Non sono riuscito a svegliarvi e non sono riuscito a far aprire i vostri maledettissimi occhi.

Il tempo è quasi scaduto e la sconfitta vicina. Imminente.

Piave
Le Battaglie del Piave combattute dal Regio Esercito italiano durante la prima guerra mondiale nei pressi del fiume Piave.

E da lassù, i ragazzi della 4ª Armata ci stanno osservando, delusi, affranti e inorriditi nell'assistere impotenti alla fine di tutto quello che con il loro sacrificio, la loro sofferenza e il loro sangue, hanno contribuito a costruire quasi un secolo fa.

Ormai l'Europa è l'Eurabia. La nostra cultura in via di estinzione.

Noi continuiamo a scrivere coi gessetti colorati e suonare i violini.

Si, stiamo perdendo. È tutta colpa nostra.

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