Cambogia - Alessandro Zardoni
arrow-left-lightarrow-leftarrow-right-lightarrow-rightarrow-thin-left arrow-thin-right browser-search cup heart indicator laptop layers layout-4boxes layout-sideleft mail-heart mail map-pin mixer mouse nav paintbucket pencil-ruler phone picture play video
Alessandro Zardoni

Cambogia

  • Reportage di viaggio: 10 Agosto 2016 - 15 Agosto 2016

ESPERIENZE CHE TI CAMBIANO LA VITA.

Partire per conoscere il mondo, per confrontarmi con culture diverse dalla mia. Dove? Il Vietnam e la Cambogia. Per anni ho cercato compagni di viaggio disposti ad intraprendere quest'avventura zaino in spalla, ma senza successo.
Vado da solo? Si, vado da solo.
E' inutile nascondere dubbi e paure. Paura per le difficoltà che sicuramente incontrerò. Ma chissà, forse, è proprio questo che ti spinge a prendere un aereo e andare a scoprire un pezzo di mondo così lontano dal Tuo.
Ho letto che il passo più difficile per viaggiare da solo è decidere di partire. Si. Nulla di più vero. Ma chi lo ha fatto ne è rimasto entusiasta perché alla fine dei conti, è più solo chi parte in compagnia di chi viaggia da solo.
Non vedo l'ora di partire. Non vedo l'ora di conoscere e imparare lezioni che solo la scoperta di altri mondi può insegnarti. 

Arcore, 13 novembre 2015

LA GENTE DELLA POLVERE

Le strade polverose circondate da case che noi qui in occidente chiamiamo baracche, gli occhi dei bambini che, camminando scalzi, ti osservano come se fossi un alieno venuto da una galassia lontana.

ll sorriso, poi, pieno di speranza in un futuro migliore sul quel viso segnato dal sole e dalla fatica.

E' la gente della polvere.

Tutto questo è la mia Cambogia.

GLI OCCHI DELLA CAMBOGIA

Gli occhi dei bambini e i volti degli adulti consumati dal sole e dalla fatica. Il popolo cambogiano, tra le difficoltà e la speranza di un futuro migliore.

ANGKOR WAT

La prima volta che i tuoi occhi si alzano su Angkor Wat perdi la parola. Per qualche attimo ti dimentichi persino di respirare. Stenti a credere alla meraviglia che hai di fronte ai tuoi occhi.

Angkor Wat (in lingua khmer Tempio della città) è un tempio khmer all'interno del sito archeologico di Angkor, in Cambogia, nei pressi della città di Siem Reap. Fu fatto costruire dal re Suryavarman II (1113-1150), presso Yasodharapura, la capitale dell'impero. Il re ordinò che la costruzione del gigantesco edificio partisse contemporaneamente dai 4 lati, cosicché l'opera fu completata in meno di 40 anni. Oggi è il più grande monumento religioso nel mondo. Originariamente concepito come un tempio indù, fu gradualmente trasformato in un tempio buddista verso la fine del XII secolo.

TA PROHM

Ta Prohm è un tempio di Angkor, in Cambogia, costruito nello stile Bayon principalmente nel tardo dodicesimo e agli inizi del tredicesimo secolo. È situato approssimativamente ad un chilometro ad est di Angkor Thom, sul bordo meridionale del Baray orientale vicino a Tonle Bati, fu costruito dal re Jayavarman VII come monastero buddista Mahayana e come università. Diversamente dalla maggior parte dei templi di Angkor, Ta Prohm è rimasto nelle stesse condizioni in cui è stato trovato; l'atmosfera creata dalla combinazione di alberi che crescono sulle rovine e la giungla circostante lo hanno reso uno dei templi più popolari di Angkor.

ANGKOR BAYON

Il Bayon è un tempio di Angkor in Cambogia. Fu costruito agli inizi del tredicesimo secolo come tempio di stato del re Jayavarman VII e si trova al centro di quella che era la sua capitale, Angkor Thom. La sua caratteristica distintiva è la moltitudine di visi sorridenti, scolpiti sulle quattro facce delle guglie a sezione quadrata che si elevano sempre di più man mano che ci si avvicina alla massiccia torre centrale. Vi si trovano anche due gruppi di notevoli bassorilievi, che descrivono un'insolita combinazione di mitologia, storia e di vita mondana.

PHNOM PENH

Phnom Phen, la capitale della Cambogia è invasa da milioni di motorini e di Tuk Tuk che sgomitano rumorosamente nelle strade.

Il grande fiume Mekong attraversa maestosamente la città, il Palazzo Reale, traboccante d'oro,  ricorda il passato tra luci ed ombre.

L'INFERNO ROSSO DI POL POT

Mentre trascorro in Tuk Tuk il breve tragitto che separa il centro di Phnom Penh da i Campi della Morte di Choeung Ek cerco di preparare la mente e lo spirito a ciò che vedrò e sentirò. Pol Pot, leader dei Khmer Rossi (in lingua khmer Khmer Kraham), nome con cui erano conosciuti i seguaci del Partito Comunista di Kampuchea in Cambogia, fece convertire un ex-frutteto di longan a circa 15 km a sud di Phnom Penh in un campo di sterminio dove, dal 1975 al 1979, circa 17.000 uomini, donne, bambini e neonati, precedentemente incarcerati e torturati all'S-21, furono trasferiti e, molti di loro, uccisi a bastonate per risparmiare i proiettili perchè troppo costosi. Qulache metro dopo il cancello d'ingresso, l'atmosfera silenziosa diventa tetra quando avvicinadomi all'imponente Stupa, scorgo i primi i resti delle 8.985 persone che furono esumati nel 1980 dalle fosse comuni. La voce malinconica dell'audioguida mi narra delle barbarie atroci, crimini infami commessi proprio su quella terra che, forse con troppa naturalezza, calpesto in una mattina qualunque di agosto, dove anche il sole sembra nascondersi dietro alle poche nuvole, quasi impauirito di riscaldare quell'angolo del pianeta che per tanti, troppi anni, è stato sinonimo di morte e sofferenza. Gli storici scrivono che lo scopo del sanguinario Pol Pot era ridurre la popolazione cambogiana da sette milioni di persone a soltanto un milione, cifra considerata sufficiente per garantire un futuro roseo al paese. Uomini, donne, bambini e neonati furono quindi vigliaccamente uccisi soltando poche ore dopo l'arrivo al campo della morte.

Si, i bambini. I neonati, sterminati senza alcuna pietà. Venivano legati per le mani e uccisi sbattendone il cranio contro il tronco di un albero. Quell'albero ora viene chiamato Killing Tree, l'albero della morte, il punto più sconvolgente di quel luogo senza ragione. Tento di trattenere le lacrime. Invano. Il mio pensiero torna a quando sono stato ad Auschwitz-Birkenau, Dachau, Bergen-Belsen e Sachsenhausen, quando raccontando l'esperienza dei campi di sterminio nazisti, scrivevo di come in quei luoghi l'uomo avesse toccato il punto più basso della propria esistenza. Mi sbagliavo. Qui, a 15 km a sud di Phnom Penh, dove un tempo crescevano rigogliosi frutteti di longan, l'uomo ha smarrito la ragione e smesso di essere uomo.

MEKONG, IL GRANDE FIUME

Mê Kông (chiamato dai vietnamiti Cửu Long, in tibetano Dza-chu, in cinese Méigōng Hé (湄公河), e in tailandese Mae Nam Khong (แม่น้ำโขง).) è il fiume più lungo e importante dell'Indocina e uno dei maggiori dell'Asia. l'undicesimo fiume più lungo del mondo e il dodicesimo in termini di portata (475 km³ annui); la sua lunghezza stimata è pari a 4.880 km e il bacino ha un'ampiezza di 810.000 km². Dall'altopiano del Tibet il fiume attraversa la provincia cinese dello Yunnan, Birmania, la Thailandia, il Laos, la Cambogia e il Vietnam. Le forti variazioni stagionali della portata d'acqua e la presenza di rapide e cascate ne rendono difficoltosa la navigazione.

LEGGI I POST DEL MIO VIAGGIO IN CAMBOGIA E VIETNAM

Non sono un figo.

In questi giorni ho ricevuto tantissimi attestati di stima, parole bellissime, pensieri stupendi. Questo mi rende orgoglioso e felice. Vi ringrazio uno a uno.Mi hanno detto che sono un “figo” perché viaggio da solo in luoghi lontani.Spesso, quando scrivo e racconto le emozioni provate durante i miei viaggi ho la sensazione di passare per il…

L’inferno rosso di Pol Pot

Mentre trascorro in Tuk Tuk il breve tragitto che separa il centro di Phnom Penh da i Campi della Morte di Choeung Ek cerco di preparare la mente e lo spirito a ciò che vedrò e sentirò.Pol Pot, leader dei Khmer Rossi (in lingua khmer Khmer Kraham), nome con cui erano conosciuti i seguaci del…

Tre giorni con gli H’Mong

Sono stati tre giorni intensi, emozionanti. Tre giorni a Sa Pa, sulle montagne nell’estremo nord del Vietnam, a pochi km con il confine con la Cina. Terre montane trasformate dagli H’Mong in risaie a terrezze, vere e proprie opere architettoniche ed artistiche ammirate da visitatori provenienti da tutto il mondo.Per tre giorni ho vissuto in…

La rabbia e l’orgoglio di un Vietcong

“Il Vietnam sta cambiando, tutto sta cambiando”.Nguyen, vietcong classe 1962, mi racconta malinconicamente il Vietnam moderno indicandomi un cantiere a Saigon, dove nel 2018 sorgerà una monorotaia sopraelevata che stanno costruendo i giapponesi.”Vedi, Mr. Alex, i nostri ragazzi pensano a quello, ormai” mi dice osservando l’iPhone che ho tra le mani.  Il sogno è il…

Le gente della polvere

Le strade polverose circondate da case che noi qui in occidente chiamiamo baracche.Gli occhi dei bambini che ti osservano come se fossi un alieno venuto da una galassia lontana.La meraviglia che ti lascia senza fiato la prima volta che i tuoi occhi si alzano sui  templi di Angkor.I milioni di motorini e di Tuk Tuk…

Vietnam – Cambogia, ecco l’itinerario!

Ci siamo! E dopo mesi di lavoro.. voli prenotati, Itinerario definito e finalizzato…. ora manca davvero poco…. Giorno 1, Partenza da Milano Partenza da Milano per Bangkok Giorno 2, Milano – Bangkok – Sien Reap (Thailandia – Cambogia) Arrivo a Bangkok e partenza in giornata per Sien Reap, Cambogia (Aereo). Giorno 3, Sien Reap (Cambogia)…

H’Mong, tradizione e orgoglio.

Il popolo Hmong, anche conosciuto come miao (in pinyin: miáo; in vietnamita: mèo o h’mông; in tailandese: แม้ว (maew) o ม้ง (mong); in birmano: mun lu-myo), è un gruppo etnico molto importante nella comunità delle minoranze vietnamite. Con circa 1 milione di persone, è l’ottavo gruppo etnico più numeroso tra le 54 minoranze etniche riconosciute…

Vietnam – Cambogia, l’itinerario… probabilmente…

Finalmente, dopo mesi di letture e approfondimenti on-line posso dire di essere arrivato ad avere un itinerario di massima. I dubbi sono ancora molti, soprattutto legato ai tempi di trasferimento tra una località e l’altra.Ma non si può pianificare tutto. Anzi, forse il bello di un viaggio del genere sono proprio gli imprevisti… o forse no…  Giorno…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: