Ho sempre agito seguendo la Ragione.Ogni mia dannata scelta, ogni mia sofferta decisione è sempre stata guidata dalla mia Razionalità, da uno studio quasi maniacale della Ragione.

E la Ragione, per me, significa comportarmi correttamente con tutti, avere il massimo rispetto per il prossimo, obbligare me stesso a non ferire i sentimenti delle persone.

Andando, perfino, contro i miei stessi interessi, ben consapevole che questa scelta poteva precludermi le possibilità di successo, di vittoria.

"La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli." Ce lo insegna Aristotele, cos’è la dignità. Ho sempre pensato che agendo con la Ragione, la mia coscienza mi avrebbe ricordato l’onore di aver meritato la vittoria, il successo. Mi avrebbe dato la dignità.

Ma se perseguire maniacalmente la Ragione, se adorare la Razionalità come un cristiano adora Gesù Cristo, come un musulmano adora Allah, come un induista adora Shiva, Vishnu e Kali, mi avesse precluso la felicità, quella vera, quella che trovi solo dentro di te, quella eterna?

E, se questo atto di fede continuasse e se permettessi alla felicità di scappare via ancora una volta? Non sarebbe da stupidi, da idioti, da imbecilli? Non sarebbe contro la Ragione. Contro l’Intelligenza?

Non è, forse, razionalità anche questo?

E, se, per la prima volta nella mia vita, seguissi il Dio dell’Amore, tenendo la Ragione qualche metro pi in là, in secondo piano?

E, se avessi bisogno della sua Follia, per capirlo una volta per tutte? Se avessi bisogno di questo per vincere, se avvessi bisogno di Lei per capire davvero cos’è la Felicità? Perchè limitare tutto ciò con le mie parole dettate dalla Ragione?

Perchè?

E, se avessi già iniziato a farlo, senza neanche accorgermene, senza neanche volerlo?

Mi hai già insegnato qualcosa.

E, allora, vaffanculo.

Io ho bisogno di te.

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