Un mese e atterro in Nepal.

Emozioni? Si. Molte. Non vedo l'ora che le ruote del mio aereo tocchino il suolo nepalese.

Non ho del tutto chiaro cosa aspettarmi da questo viaggio, so solo che mi resterà nel cuore e che mi insegnerà molto.

Ieri sera ho scorperto nepalroutes.com, un sito ben realizzato dedicato al Viaggio in Nepal. In particolare ho letto con piacere l'articolo che condivido e riporto qui di seguito.

Buona lettura.

tratto da nepalroutes.com

Il Viaggio

Il Nepal non è una vacanza; il Nepal è un viaggio, una scoperta e un’esperienza.

Un paese affascinante, complesso e semplice allo stesso tempo. Una piccola fascia di terra attraversata da una delle catene montuose più impervie al mondo. Un paese di grandi dislivelli; un luogo dove le culture si incontrano da secoli e le tradizioni hanno il potere di resistere al tempo.

Il Nepal è una terra profondamente spirituale, dove le religioni si sono sviluppate, mescolate e combattute. Un mondo di magia, di esseri mitologici, come gli Yeti, il luogo di nascita degli sciamani, i Bon, maestri dell’estasi. Un terreno fortemente mistico e magico dove il buddismo tantrico arrivò solo nel 650 d.C. e si insediò non senza difficoltà, per vivere oggi a fianco dell’induismo, la religione più rappresentata.

Nel paese himalayano vivono diversi popoli di origine indiana, mongola e tibetana. Nelle valli si trovano i Terai, i Tharu, i Rajbansi e i Satari; così come i Newari e i Magari… Ma il gruppo etnico più conosciuto è sicuramente quello degli Sherpa, i Solu (gli Sherpa delle terre basse dell’Himalaya) e i Khumbu (nelle terre alte). Mentre i primi sono entrati in contatto con altre etnie assorbendone le usanze; i secondi, isolati sulle montagne, hanno mantenuto integri i loro costumi e le loro tradizioni. Di origine tibetana, questa etnia si dedica alla pastorizia dello yak e alla coltivazione di patate e tuberi; alcuni stagionalmente si prestano come guide nelle spedizioni sull’Himalaya. I Khumbu seguono il buddhismo tantrico della setta dei “berretti Rossi”, quello con le più forti influenze Bon e sciamaniche. Organizzati in clan e divisi in caste, hanno relazioni sessuali libere e molti sono poligami. Generalmente vivono in case di pietra a due piani: stalla e magazzino in basso e sopra un grande spazio comune dove vive tutta la famiglia.

Il Nepal è costellato di siti archeologici a testimonianza della sua grande vivacità e promiscuità culturale, ma è anche una terra dove la principale attrazione rimane il paesaggio. Incredibile, imponente e varia, la natura, in Nepal, si inerpica verso il cielo e lungo il cammino presenta tutte le sue più profonde sfumature, gioia per gli occhi e per il cuore.

Una natura molto difficile perché le stesse ragioni morfologiche che milioni di anni fa hanno dato vita alla grande catena dell’Himalaya, sono quelle che continuano a causare forti terremoti, l’ultimo dei quali, il 25 aprile 2015 è stato devastante. La forza delle scosse, unita alle difficoltà del territorio, hanno portato a oltre 8000 morti accertati e moltissimi danni agli edifici, compresi alcuni importanti siti turistici.

Una disgrazia a cui il popolo nepalese ha risposto con forza per riuscire a riprendersi dai danni, scegliendo di investire molto sul turismo. In un anno dal terremoto tutti i siti riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’Unesco, tranne uno, sono di nuovo aperti al pubblico.

Tra natura, spiritualità, cultura e religione, il Nepal è il luogo della riscoperta e della rinascita. Un paese da visitare per tornare ad assaporare l’essenza stessa della vita, per riscoprire se stessi ed un popolo capace di convivere, piuttosto che sfidare, una natura incontaminata e selvaggia.

Rispondi