Londra è bellissima. Quartieri che sembrano essere parte integrante di un mondo incantato, imponenti vie illuminate da mille luci colorate, bianchi angeli sfavillanti che proteggono leggiadri le migliaia di persone, provenienti un po’ da tutto il mondo, che passseggiano allegre, incuranti del freddo e della consueta pioggia britannica. Londra è meravigliosa, Camdem Town è un'enorme tela sotto le stelle, decorata nel corso degli anni da stravaganti artisti. Il London Bridge ti lascia senza fiato, anche in un gelido pomeriggio, buio e piovoso, di metà dicembre. Soltanto il sole non sembra essersi accorto di così tanta bellezza, intimidito rimane nascosto dietro alle grigie nuvole, forse per la paura di non essere all’atezza di Sua Maestà.

L’uomo a Londra sembra felice. Sarà l’atmosfera natalizia, sarà perchè nella City si sta bene, sarà per qualsiasi altra cosa, a Londra sembrano vivere felici.

Non tutti però. Avvolti in numerosi strati di vecchi e sporchi abiti, separati solo da un sottile foglio di cartone dal pavimento gelido, il popolo della strada sembra aver smesso da tempo di chiedere qualcosa di buono alla loro vita. Lo sguardo infreddolito  perso nel vuoto, la mente, probabilmente, in qualche luogo lontano, una spiaggia dorata con lussoreggianti palme esotiche, una semplicissima stanza calda, circondati da un po’ di quell’amore di cui sembrano aver perso le tracce in qualche grigio giorno di pioggia del loro passato. Oppure, chissà, per qualcuno di loro quello stile di vita è stata una propria scelta, l’ultimo tentativo estremo di agguantare quel senso di libertà, pura, estrema, che solo il non possedere nulla può donare.

Il popolo della strada vede scorrere veloce dal basso gli infiniti sorrisi del mondo degli Alti, quel mondo che sembra non trovare un po’ di tempo per accorgersi di chi vive sul pavimento, un mondo troppo impegnato a consumare la propria vita per raggiungere la vetta sociale; la solita, inutile, gara all’ultimo oggetto griffato e all’auto perfetta, la solita frenetica e spasmodica ricerca dell'apparente felicità.

Saranno stati i mie ultimi viaggi in Asia, in paesi poveri dai mille contrasti, popoli umili che vivono con poco, pochissimo. Saranno stati gli occhi dei bambini a piedi nudi in Nepal, in Cambogia e in India.

Sarà stato tutto ciò a farmi ignorare le luci colorate, i negozi sfarzosi e i sorrisi degli Alti. Sarà stata l’atmosfera natalizia a guidare la mia penna a scrivere su un foglio bianco queste parole, un piccolissimo pensiero per il popolo della strada.

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