Non so se è una preghiera. Forse, sono alcune parole un po’ confuse, scritte in un momento di straordinaria emozione.

Sto piangendo, Madre Teresa. Non so darti una spiegazione razionale e, forse, è del tutto inutile cercarla qui, dove molti anni fa, tutto ebbe inizio, quel tuo capolavoro, sopravvissuto anche alla tua morte.

Piango. Si, Madre Teresa, piango perchè l’emozione di essere qui, ai piedi della tua tomba, dove hai trovato l’eterno riposo, è incontrollabile.

Spiazzante.

Destabilizzante.

Sono sincero; sarà difficile seguire il tuo esempio, una vita intera spesa al servizio del prossimo.

Tra i poveri tra i più poveri. Tra i derelitti. Tra i moribondi. Tra gli ultimi.

Tra tutta quella gente abbondonata da tutti, anche da se stessi, ma mai da te. Uomini, donne e bambini emarginati dalla società, rifiutati dalla misericordia, il cui unico sorriso di una vita infame l’hanno trovato nei tuoi occhi.

Spesso, troppo spesso, io penso solo a me stesso. Egoista di una vita troppo agiata, un privilegiato tra i privilegiati.

Io ci proverò, cara Madre Teresa. Ti prometto che proverò a migliorare, come uomo e come cristiano.

Io, ci proverò.

Con tutto il cuore.

Sabato, 25 Agosto 2018.

Mother House, A J C Bose Road, 54, Calcutta.

Alessandro, Italia.

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