Kathmandu. La città del caos. La città del fango.

Emozionante. 

Ogni viaggio ti regala emozioni, in questo luogo remoto sono tante, forse troppe.

Ho girato in moto i vicoli più bui, più insidiosi, più poveri. Anche se, forse, tutti i vicoli qui sono l'esempio della povertà, la vivi ovunque.

Il terremoto di due anni fa ha reso complicata una vita già complicata.

Per questo non contratto il prezzo. Quello che mi chiedono, gli do. E' un modo per cercare di contribuire alla ricostruzione di una città ferita.

Poi, però, incontri gli occhi delle persone, donne, uomini e bambini che, nonostante tutto, guardandoti con fierezza, ti sorridono.

La felicità, non sono i soldi, il denaro. Qui la felicità è lo spirito. Credere ciecamente nei loro valori, nei loro Déi. 

Li venerano ogni singolo secondo, ognuno per un scopo ben preciso.

In ogni viaggio che intraprendo, in ogni luogo in cui mi reco, spesso con usi e costumi totalmente diversi dai mie, assolutamente diversi dal mondo occidentale, apprendo il rispetto per la vita. Quel rispetto che, troppo spesso, noi occidentali cresciuti nel benessere, ci dimentichiamo.

Sono affamato di conoscenza. Ho voglia di imparare da chiunque incontro sulla mia strada per le vie del mondo.

Ed è bellissimo.

Fidatevi. 

E' bellissimo.

Namasté.

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