Mai, in vita mia, mi sono sentito così insignificante, così piccolo.

Mai.

Camminando per la vecchia città di Gerusalemme si assapora il profumo di quelle antiche pietre dorate, così impregnate di sudore e di sangue versati dai popoli che hanno scritto la Storia.

Sono confuso. Spaesato. Inerte.

Dentro di me continuo ininterrottamente a domandarmi “Ti rendi conto dove sei?”.

No. Non me ne rendo conto.

Non puoi rendertene conto.

Il susseguirsi di luoghi sacri, calpestare la terra su cui nei secoli si è compiuta la storia dell’umanità, ti ubriaca la mente, portando le tue emozioni in uno stato di ebrezza che fa barcollare il tuo Io.

Camminando per la vecchia città di Gerusalemme, osservo con meraviglia e incredulità lo scorrere veloce delle persone di tutte le razze e di tutte le religioni. Ognuno intento a pregare il suo Dio, ognuno intento a sfoggiare con orgoglio i propri valori e i propri costumi.

Il proprio credo.

Perché, mi domando in silenzio, viaggiare per il mondo quando basterebbe venire a Gerusalemme per ammirarlo interamente nella sua drammatica e straordinaria diversità?

Jerusalem ti toglie qualsiasi certezza. Il quartiere cristiano, il quartiere armeno, il quartiere islamico e il quartiere ebraico sembrano fondersi in un'unica, brulicante, comunità. Quasi, che quella Presenza Divina, così spesso evocata sui muri delle Città Santa, abbia compiuto l’ennesimo miracolo.

Fedeli e turisti giunti da ogni parte del mondo, alimentano poi questa strana, incomprensibile sensazione.

Forse, purtroppo, tutto ciò resta solo una sensazione.

Con il passare delle ore e dei giorni, osservando con più attenzione e lucidità, ti accorgi di quella strana tensione dipinta sui volti del popolo di Gerusalemme. Quello che, a prima vista, sembrava una comunità coesa, si trasforma ben presto in un insieme di gruppi ben distinti.

Gli ebrei salutano gli ebrei.
I musulmani salutano i musulmani.
Gli armeni salutano gli armeni.
I cristiani salutano i cristiani.

Penso a una bottiglia piena di olio e acqua. Convivono a fatica, muovendosi lentamente per cercare il proprio spazio, senza mai fondersi in un unico liquido.

La vecchia città di Gerusalemme è una città militarizzata. L’esercito di Israele controlla le strade, stabilisce chi può passare e chi no. Presidia i luoghi sacri con le armi puntate e ben in vista.

Come è possibile, mi chiedo, conciliare la Terra Santa con le armi? Come è possibile presidiare con strumenti di morte i luoghi dove le principali religioni che professano pace e amore, hanno visto la luce?

Un contrasto che stordisce e che lascia perplessi. Che lascia amareggiati.

Le religioni, in quanto tali, sono davvero sinonimo di pace e amore? Oppure sono le interpretazioni soggettive, manipolate a piacimento per raggiungere i propri obiettivi a scaturire questo clima di tensione e odio?

Credo, che per rispondere a queste domande bisogna analizzare l’evoluzione delle religioni nel corso della storia. In passato, nel nome del cristianesimo sono stati commessi dei crimini atroci, ingiustificabili; in nome di Dio si è versato troppo sangue. Ma con il passare dei secoli, l’evoluzione del pensiero cristiano ha raggiunto un buon livello di pace e tolleranza; i reali valori del cristianesimo sono nell'anima in gran parte di noi, credente o non, che siamo cresciuti qui in “occidente”.

L’Islam, no.

Sono consapevole che le mie parole non seguono il cosiddetto "politically correct", sono assolutamente consapevole che in qualcuno di vuoi possono destare scalpore e disgusto.

Ma odio l’ipocrisia e guardo concretamente alla realtà dei fatti.

Ebbene, analizzando la realtà, posso affermare con ragionevole certezza che l’Islam non si è evoluto. Pensiamo, tra le altre cose, al ruolo della donna nei paesi islamici. Pensiamo agli eventi socio-politici che abbiamo tutti noi di fronte ai nostri occhi che si sono susseguiti in questi ultimi anni; eventi che sono mossi dallo stesso principio di quelli accaduti nel corso della storia.

Predominio.

L’Islam, tutt'ora, mira al predominio, alla sottomissione degli infedeli, ovvero coloro che non la pensano nella stessa maniera.

Quale altra religione, al giorno d’oggi, professa questi valori? Quale altra religione include il culto della fede nel sistema giuridico (Shariʿah) ?

Nessuna. Solo l’Islam.

Non mi addentro nei messaggi contenuti nel testo sacro islamico, anche nella Sacra Bibbia sono presenti passi la cui interpretazione soggettiva puà generare supremazia, violenza e sangue. Ma tale interpretazione dei messaggi del cristianesimo, nel nostro tempo, è stata superata. Passi del Corano, invece, tutt’ora, vengono utilizzati per inneggiare all’Intifada, la Guerra Santa. E’ successo solo qualche giorno fa, in occasione dello spostamento dell’ambasciata americana a Gerusalemme Ovest; i leader di Hamas, il Movimento Islamico di Resistenza che controlla i tristemente famosi territori della striscia di Gaza, hanno evocato la Guerra Santa.

Guerra Santa.

Come possono due parole così lontane tra loro essere pronunciate così vicino?

Partendo da questi presupposti, il popolo di Gerusalemme vivrà mai in pace?

No. Finché l’Islam non si evolverà.

L’evoluzione dell’Islam sarà possibile solo quando lo stesso popolo islamico, donne e uomini, smetteranno di accettare passivamente gli abusi e soprusi che, loro prima di tutti, subiscono.

Solo l'evoluzione del popolo islamico può dare la pace a Gerusalemme.

Solo l’evoluzione del popolo islamico può costringere Israele a deporre le armi e a fermare l’uso, spesso spropositato, della forza e quell’inutile e inaccettabile spargimento di sangue.

Allora, e solo allora, l’antica città di Gerusalemme diventerà la Capitale del Mondo e della Pace.

Solo allora.

Non il Pater Noster o il Salutatio Angelica, ma queste parole sono state la mia preghiera camminando per l’antica, incredibile, città di Gerusalemme.

La Città Santa. E che Santa lo sia davvero.

Senza ipocrisia.

  1. Valentina Rispondi

    Solo chi è stato a Gerusalemme forse può comprendere davvero le emozioni contrastanti che si provano camminando per la vecchia citta. Grazie per avermelo fatte rivivere. Condivido le tue parole, dure e senza mezzi termini.
    Prego con te che un giorno Gerusalemme possa essere la capitale del mondo.

  2. Alessandro Zardoni Alessandro Zardoni Rispondi

    Ho impiegato molto tempo per scrivere questo post. Troppe le emozioni, spesso confuse e senza un nesso logico. Gerusalmme è Gerusalmme. Il Viaggiatore, in quanto essere umano, ha le proprie idee. Viaggiare ti permette di mettere in discussione ogni certezza, ogni idea. Forse, è per questo motivo che il viaggio insegna di più della più prestigiosa università del mondo. Viaggiare è mettersi in discussione. Gerusalemme è Viaggiare. Andate a Gerusalemme, almeno una volta nella vita.

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