In questi giorni ho ricevuto tantissimi attestati di stima, parole bellissime, pensieri stupendi. Questo mi rende orgoglioso e felice. Vi ringrazio uno a uno.

Mi hanno detto che sono un “figo” perché viaggio da solo in luoghi lontani.

Spesso, quando scrivo e racconto le emozioni provate durante i miei viaggi ho la sensazione di passare per il saccente di turno, per quello che si crede superiore. Ho il timore che qualcuno possa pensare che reputo inferiori le persone che si recano con amici e fidanzati in mete più classiche.

Non sono un figo.

Ogni volta, prima di partire, io ho paura. Ho paura di quello che troverò. Ho paura degli imprevisti. Ho paura che qualcosa vada nel verso sbagliato.

Quando viaggio, viaggio con umiltà. L’umiltà di chi si reca in un paese straniero, con usi e costumi lontani dai miei. L’umiltà che mi porta a rispettare la cultura del popolo che ho di fronte, anche quando non condivido quella stessa cultura. Soprattutto quando non condivido quella stessa cultura.

Quando qualcuno viene in casa mia, esigo rispetto. Quando, chiedendo il permesso, entro in casa di altri, io rispetto le loro usanze. Senza se e senza ma.

No, non sono un figo, sono solo una persona che ha fame di conoscenza, che ama salire su un aereo e vedere con i miei occhi per conoscere il mondo.

Non mi sento superiore a nessuno di voi.

Non ho assolutamente la pretesa di insegnare qualcosa a qualcuno.

Amo condividere con estrema sincerità le mie emozioni, le mie paure, le miei gioie e le mie speranze.

Non sono un figo. Sono semplicemente me stesso.

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