L’affluenza alle urne, in questi ultimi anni, è calata drasticamente. Un dato che fa riflettere e, sopratutto, che mi preoccupa. E non poco.

Tante, troppe persone, non si interessano di politica avendo ormai perso fiducia nello Stato e nei suoi rappresentanti. Non discuto le motivazioni, a volte condivisibili, a volte meno, ma invito tutti voi a pensare alle conseguenze che questo comportamento ha nella vita reale.

La politica è parte integrante della vita quotidiana; la qualità del lavoro e la gestione economica famigliare sono direttamente proporzionali alle decisioni prese da chi ci governa e, quindi, una buona politica aumenta la qualità della vita di ognuno di noi.

“Tanto non cambia niente, non vado a votare”. Una frase che mi fa rabbrividere. Rassegnarsi all’idea che tutto debba andare male per sempre, che non si possa cambiare una situazione negativa, è un atteggiamento che non posso accettare. Ognuno di noi ha il dovere di impegnarsi affinché gli aspetti negativi si trasformino in oppurtunità per costruire una società migliore.

Votare non è un diritto. E’ un dovere.

Chi mi conosce sa da che parte sto. Ho le mie idee su come risollevare le sorti di questo paese e vado a votare chi credo che possa portarle avanti. Mi informo, ascolto le proposte dei partiti e prendo la mie decisioni. Più di una volta (non molte per la verità) sono rimasto deluso perchè chi ho scelto di rappresentarmi ha tradito la mia fiducia. Ma non per questo mi sono allontanato dalla politica, anzi, mi sono avvicinato ancora di più, partecipando attivamente e concretamente per cambiare le cose.

Trovate il tempo per informarvi, studiare e approfondire i temi politici. In gioco c’è il futuro di tutti noi.

Chi si ferma è perduto.

 

 

Rispondi