Sono una viaggiatrice di primo pelo, per cosi dire. Prima di tutto una sognatrice forse. Credo di aver sempre voluto vedere il mondo, fin da bambina. Poi una serie di scelte sbagliate, mi ha portata a vivere buona parte della mia vita agli antipodi. Reclusa. Senza via di scampo, se non attraverso i miei sogni. Ho avuto davvero il mio cassetto e giorno dopo giorno ci mettevo dentro un sogno...una speranza. Dentro di me sapevo che se la mia mente fosse rimasta libera, un giorno quei sogni me li sarei andata a prendere. Certo, ci sono voluti anni...tanti, ma non mi sono mai arresa ad una vita di “prigionia”.

Nel 2015...anno della mia nascita, ho raccolto i miei cocci e i cocci di una vita distrutta, una certa dose di coraggio, i miei 2 bambini e sono partita. Un viaggio preparato per 1 anno intero. Eppure pianificato sommariamente. Le Bahamas...no no, non per le spiagge bianche, per il caldo sole caraibico ne per sorseggiare cocktail al tramonto. Ci sono andata per dare vita ad uno dei miei sogni: nuotare con gli squali. Non c'è posto migliore al mondo per farlo, dopo essere stata qualche mese prima in Egitto per prendere il mio brevetto subacqueo. Che poi ho perfezionato con tanto esercizio. Dicevo delle Bahamas...il MIO viaggio. Il mio sogno. La mia libertà. La mia nascita. E non sarebbe stato neppure l'unico. Ricordo l'adrenalina mista ad emozione, ricordo la discesa a Tiger beach (ne parlano sempre in TV). Il triangolo delle Bermuda e gli squali Tigre, sapendo di essere a 3 ore di barca dall'ospedale più vicino e che in quel posto la radio non funziona, che 2 mesi prima ci era morto un sub, un po di soggezione te la mettono. Ma l'amore per questi animali e per la mia nuova IO è stato più forte...si spegne il motore e ci si guarda intorno. L'oceano in quel punto è di un color turchese smeraldo mai visto. Tiger beach è una secca dove la profondità è di soli 7 mt. Tutt'intorno il blu...cormorani e albatri compaiono dal nulla e planano su di noi cullati dalle correnti ascensionali; il sole è cocente e noi con già indosso le nostre mute soffriamo parecchio, ma d'altronde le spedizioni naturalistiche implicano sempre una buona adattabilità e una certa dose di pazienza.

La levataccia delle 4 del mattino con ancora il fuso da smaltire, le ore di barca seduti per terra in mezzo alle bombole e al lezzo emanato dalle esche e la lunga attesa sono stati ben presto ripagati. All'improvviso una pinna fende l'acqua e si dirige verso la barca. Nemmeno il tempo di infilare le pinne e aprire le bombole e tutt'intorno le pinne diventano due, poi 3, poi 5...dei grossi squali limone sono stati i primi a farsi vedere. Non Possiamo indugiare. Una capriola e ci ritroviamo nel loro mondo. Circondati. Zavorrati con 13 kg, scendiamo lungo la cima velocemente. Sul fondo dobbiamo puntellarci utilizzando il bastone dissuasore e cercare di stare vicini per non essere trascinati via dalla forte corrente. Mi guardo intorno, vedo un carosello di squali limone e carrebean sharks che ci nuotano intorno sinuosi. il loro nuoto è ipnotico...ecco, si...sono letteralmente ipnotizzata. Nemmeno riesci a tenerli d'occhio, si avvicinano da ogni direzione, ma bisogna essere prudenti, non abbiamo le spalle coperte. Ad ogni giro che compiono intorno a noi, si fanno sempre più audaci e si avvicinano fino a sfiorarci con la loro pelle per saggiare e capire se siamo commestibili; loro possono sentire attraverso la pelle che sapore abbiamo, salvo poi non apprezzare affatto il neoprene delle nostre mute; quindi si dirigono verso le esche.

Proprio in quel momento all'improvviso si allontanano. Tutti insieme...allora ho capito. Mi sono voltata e l'ho visto...anzi l'ho vista. Uno squalo tigre...finalmente...una grossa femmina. Il suo nuoto è diverso da quello frenetico degli squali più piccoli. È un animale davvero imponente...si muove lentamente, ci studia...i suoi occhi sono di un blu scuro intenso e inaspettato, ci osservano. Il suo sguardo ti gela il sangue. Sono in estasi, emozionata ed incredula al tempo stesso. Restiamo li sotto per 75 minuti che sono sembrati un attimo, scattavo foto e giravo video...volevo essere sicura di immortalare quei momenti per sempre...ma l'aria è quasi esaurita. Oltretutto le condizioni meteo stanno peggiorando rapidamente, dobbiamo affrettarci a risalire, ci aspettano altre 3 ore di barca.

Partiti alle 6 del mattino, rientriamo alle 19. Distrutti ma eccitati per questa esperienza unica al mondo. Chi l'avrebbe mai detto...chi ci avrebbe scommesso. Io che ho sempre visto il cielo dal giardino di casa...

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