Ieri sera ho aperto un libro, quasi per caso, e ho letto queste righe.

Che sentimenti abbiano suscitato in voi le parole dei miei accusatori, uomini Ateniesi, non lo so proprio; da parte mia vi posso assicurare che mi sono quasi dimenticato chi io sia, mentre parlavano in modo così convincete. Di vero, tuttavia, essi non hanno detto nulla, per parlare francamente.

Ma fra le molte cose false che vi hanno raccontato, di una in particolare mi son meravigliato: secondo loro, voi dovreste guardarvi dal rischio di essere ingannati da me, come da una persona molto abile nel parlare. Siccome non hanno affatto provato vergogna nel sostenere una cosa per cui saranno smentiti dai fatti, quando apparirà chiaro che io abile nel parlare proprio non sono, tale affermazione mi è parsa davvero impudente, a meno che essi non chiamino abile nel parlare la persona che dice la verità. Se questo intendessero, potrei senz'altro accettare di essere definito un retore, ma non è così.

Questa gente dunque, lo dico apertamente, ha fatto un'affermazione che non contiene un minimo di verità: la verità, tutta intera, la sentirete invece da me.

L'autore è Platone, l'opera "Apologia di Socrate", il capitolo "La Difesa (I-XXIV)".

Ho letto solo queste poche righe, del contenuto delle 318 pagine restanti non ne ho la più pallida idea.

Platone, in questo passaggio della sua opera, difende la Verità, uno dei valori su cui ho sempre cercato di costruire il mio "Io". Dire la Verità porta molto spesso allo scontro e di conseguenza a numerose critiche.

La Verità è una sola. O è vero o e falso, non esistono terze possibilità (secondo e terzo dei Principi Logici Primi). E se esistono non possono essere chiamate verità o falsità ma qualcosa d'altro.

Come Platone mi sono ritrovato molto spesso a difendere la Verità, un compito arduo e complesso, certamente, ma se supportato da argomentazioni dettagliate e precise, privo di fallimenti.

Il tempo è l'alleato imprescindibile della Verità. Spesso non la riconosciamo al primo sguardo, tutti noi abbiamo bisogno dell'esperienza e di commettere errori per capirla a fondo. Non a caso gli anziani sono considerati saggi, portatori sani della verità, non perché con il passare degli anni si diventa più intelligenti ma perché, semplicemente, si vivono più esperienze e, quindi, si commettono più errori.

Per questo motivo custodisco con gelosia i miei errori, ogni decisione sbagliata è un doloroso passo avanti verso la Verità.

Ho ancora tanti errori da commettere. Ho ancora tempo per scoprire la Verità.

Poco o tanto non sta a me deciderlo, ma ho ancora tempo.

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